Di origini antichissime, la Città Bianca, Ostuni, si trova nella penisola salentina, nella provincia pugliese di Brindisi.

Il colore tipico delle sue case l’ha resa famosa in tutto il mondo come una perla incastonata tra il blu del cielo e del mare. È, infatti, il candore di tutte le case della città che regala scorci super pittoreschi della città panoramica per eccellenza. Dietro la scelta di tingere tutte le pareti di bianco si cela un’antica storia: l’obiettivo strategico era accecare eventuali nemici grazie alla luce del sole riflessa sulle abitazioni.

Ostuni offre molto più che una passeggiata per il centro storico tra vicoli suggestivi ed è un’esperienza che può essere anche programmata per un paio di giorni, con mille sorprese per gli occhi e per il palato!

Una città dalle antiche origini: giorno 1

Ostuni deve il suo nome a influenze greche, dalla lingua ellenica astu-neon, città nuova, anche se risulta più antica di duemila anni. È stata influenzata da passaggi saraceni e bizantini, con influenze significative nel periodo del Rinascimento.

La prima tappa che vi consigliamo è Piazza della Libertà. In un’unica piazza, quella principale di Ostuni, potrete rimanere incantati dai diversi stili che hanno lasciato i diversi popoli conquistatori. Ai vostri occhi si presentano la Chiesa di San Francesco, in stile rococò, e il Palazzo San Francesco, oggi sede del Municipio e precedentemente sede del convento francescano. In mezzo alla piazza si erge l’Obelisco di Sant’Oronzo. Questo monumento è alto 21 metri circa ed è dedicato al santo protettore di Ostuni, a cui la città è molto legata. Lo stile è quello barocco, con iscrizioni in latino, ed è sovrastata dalla statua del santo, il quale benedice il popolo devoto.

Dopo pranzo si prosegue con il giro per la città verso la Cattedrale, un’opera di immensa bellezza in stile gotico fiorito, ad opera di Ferdinando D’Aragona e Alfonso II, sovrani del Regno di Napoli. In una via traversa, non lontana dalla cattedrale, si può ammirare la maestosa Chiesa di San Giacomo di Compostela, della prima metà del Quattrocento. Chiunque fosse interessato ai resti della civiltà messapica di Ostuni può recarsi sia al Museo Diocesano sia al Museo Civico di Ostuni; entrambi custodiscono i reperti della popolazione che ha abitato la penisola salentina dal IX secolo a.C. al 267 a.C.

La giornata potrebbe finire sul lungomare, a passeggio nei 17 chilometri di spiaggia bianca finissima, tra feste e discoteche all’aperto.

Le bellezze naturalistiche di Ostuni: giorno 2

Ostuni non vi porta solo a spasso nella storia dei suoi dominatori nel tempo, ma vanta anche una natura incontaminata e ricca di vegetazione e specie animali.

Trascorrere la mattinata del secondo giorno al Parco Dune Costiere vi permetterà di immergervi nei paesaggi tipici pugliesi, tra ulivi secolari e antiche masserie. L’itinerario base per il parco prevede un giro di due ore e vi consigliamo di farlo, anche per degustare le tipicità locali in alcune masserie del parco.

Prima di riprendere la strada di casa, vi consigliamo un’altra tappa in chiave naturalistica, l’Area protetta di Torre Guaceto, Riserva Naturale del WWF. Dista mezz’ora dalla città di Ostuni, ma i suoi 1200 ettari di vegetazione e fauna valgono la deviazione.

torre guaceto

Cosa mangiare a Ostuni

Vi abbiamo proposto un viaggio per la città di Ostuni, ma che viaggio è se non ci si immerge anche nei sapori tipici della tradizione locale? A Ostuni non c’è che l’imbarazzo della scelta: la ricca cucina tipica della Città Bianca saprà soddisfare i palati più vari sia per pranzi al volo sia per abbondanti banchetti.

Tra agriturismi e masserie potrete fare la conoscenza con la parte più autentica della gastronomia pugliese, mentre il finger food per eccellenza, che potrete trovare ovunque in città, sono i taralli, che possono essere classici con semi di finocchio, ma anche al peperoncino, alla pizzaiola o in mille altre sfiziose varianti. Altra specialità per uno spuntino, un aperitivo o un pasto al volo è il panzerotto, un fagotto di pasta fritta ripieno principalmente di pomodoro e mozzarella. Scopri la ricetta originale e come prepararlo a casa.

Olio di oliva, formaggi e farina sono gli ingredienti base che si ritrovano in tanti piatti della tradizione. Primo fra tutte le orecchiette, pasta fatta in casa dalla tipica forma di orecchie piccole, che solo una mano esperta pugliese può modellare. L’ideale sarebbe degustarle in un sugo di brasciole, una specialità locale che consiste in involtini di carne con prosciutto, prezzemolo e pecorino.

burrata pugliese

Se amate i formaggi, non potete non assaggiare la deliziosa burrata pugliese, un formaggio fresco dal cuore morbido.

Dulcis in fundo: i fichi mandorlati, che, come suggerisce il nome, sono fichi secchi con all’interno le mandorle, una vera goduria per il palato!