La cittadina di Salve nel Basso Salento dispiega di fronte ai suoi visitatori pagine uniche della storia dell’arte salentina, che qui si può eccezionalmente ammirare nel suo complessivo svolgimento dalla tarda antichità all’età contemporanea.

La Chiesa Madre di San Nicola Magno, sorta sulle rovine di un tempio pagano dedicato a Giano e più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, offre un suggestivo spaccato sull’architettura del VI secolo, quando venne eretto il nucleo originario dell’antica chiesa (che corrisponde all’incirca all’attuale presbiterio). Condotta all’aspetto attuale nel 1672, la chiesa ospita alcune preziose tele di Cesare Penna e un raro organo seicentesco, opera di Giovanni Battista Olgiati da Como e del leccese Tommaso Mauro.

Di estremo interesse è anche la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, ampliamento novecentesco di una preesistente cappella del XVI secolo, che si segnala per la bella facciata in pietra leccese con arco a tutto sesto e coronamento a doppio spiovente, mentre l’interno è arricchito da affreschi risalenti alla seconda metà del Cinquecento.

Tra le architetture a carattere religioso va quindi segnalata la Chiesa di San Biagio (“Santu Lasi” nel dialetto locale), riedificata nel Settecento su una precedente struttura medievale: all’interno è conservata una statua del protettore datata 1717.

Passando alle strutture civili, vanno ricordati diversi edifici ad uso produttivo, come le caratteristiche masserie o il frantoio ipogeo di “Le Trappite”, risalente al XVI secolo e completamente scavato all’interno della roccia: al suo interno sono ancora riconoscibili le originarie strutture legate alla produzione dell’olio.

Il territorio di Salve è inoltre celebre per i suoi siti archeologici, che ospitano importanti monumenti megalitici (come il Dolmen ipogeico Argentina e il Dolmen Cosi) e messapici, risalenti all’età del bronzo. Da segnalare in particolare la Chiusa dei Fani, antico insediamento abitativo del 1550 a.C., e la Grotta Montani, un suggestivo complesso di cavità, presso cui sono ancora visibili reperti risalenti ad oltre 40.000 anni fa.

Non sono invece presenti testimonianze romane, atte a testimoniare la supposta leggenda di una fondazione legata al centurione Slavius: gli studi archeologici hanno infatti spostato la nascita dell’abitato ad anni più recenti, in un periodo compreso tra il V e il VI secolo d.C.