Nel cuore del Parco Nazionale del Gargano, nell’estremo nord della Puglia, sorge una delle più belle località della regione: si tratta di Vieste, borgo costiero incastonato tra terra e mare con spiagge dorate più volte premiate con la Bandiera Blu.

Una vacanza a Vieste permetterà non solo di fare bagni di mare su lidi spettacolari, ma anche di conoscere la storia del territorio e di fare escursioni nella vicina Foresta Umbra, cuore verde del parco nazionale.

Vieste: cosa vedere

Il centro storico di Vieste, cinto da mura, è di origine medioevale e sorge su un piccolo promontorio roccioso proteso nel Mare Adriatico: è un piccolo gioiellino dove si alternano case bianche con caratteristici ballatoi, piazze belvedere, scalinate, arcate e botteghe artigianali dove la pietra calcarea assume le forme più fantasiose e curiose.

La Vecchia Vieste ruota attorno alla Cattedrale di Santa Maria Assunta che, con il suo campanile tardo barocco di fine ‘700, domina i tetti della cittadina. Nonostante gli eventi storici abbiano portato una serie di rifacimenti, spicca lo stile romanico pugliese della chiesa, il cui nucleo originale del XIV secolo la rende una delle più antiche della Puglia. All’interno, sotto un soffitto ligneo barocco di scuola napoletana, trovano spazio opere come la pala del Manchelli di fine 500’, un rilievo di scuola michelangiolesca raffigurante Cristo Morto e una Statua della Madonna di Merino ritrovata su una spiaggia a due passi da Vieste.

Usciti dalla chiesa e oltrepassata la Chianca Amara dove nel 1554 il pirata Draguth Rais, soprannominato “la spada snudata dell’Islam” trucidò centinaia di cristiani, si arriva al Castello Svevo. Il fortilizio, originario dell’XII secolo, fu restaurato da Federico II nel 1240: l’attuale versione è frutto della volontà del viceré del Regno di Napoli del 1559 e appare a pianta triangolare con tre bastioni a punta di diamante. Dalle mura del castello si gode di una delle viste più belle sulla spiaggia della Scialara e sul Pizzomunno.

Chiunque voglia conoscere la storia più antica di Vieste deve raggiungere l’ex convento dei cappuccini e visitare il Museo Archeologico dove sono conservati numerosi reperti delle civiltà che si sono susseguite nel territorio. È possibile ammirare iscrizioni messapiche e in greco antico, ancore in pietra e piombo che dimostrano la vocazione marinara della città sin dall’epoca tardo-antica, anfore e corredi funebri di età romana tra cui quelli della Tomba d’Elitè. Tra ceramiche, vasellame metallico, armi e monili risalenti al periodo tra il III e il II secolo A.C. spiccano anche oggetti molto preziosi come bicchieri d’argento, sigilli in cristallo di rocca e pendenti in oro.

La splendida costa di Vieste

Non si può visitare Vieste senza godere delle sue spiagge, nella maggior parte dei casi sabbiose e con fondali dolcemente digradanti che le rendono perfette per tutta la famiglia. Tra le spiagge più belle di Vieste c’è quella di San Lorenzo, lunga poco meno di due chilometri, la spiaggia Ripa, antico porto naturale di Vieste, sita ai piedi del ghetto ebraico e Marina Piccola sul cui arenile si trova il relitto di un’antica imbarcazione.

La Scialara è, però, la spiaggia più iconica di Vieste: sorge ai piedi del castello federiciano ed è costeggiata da un vivace lungomare che d’estate ospita la movida cittadina. A fare da guardia alla spiaggia c’è Pizzomunno, monolite calcareo alto 25 m, al quale è legata una struggente leggenda che ha ispirato la canzone sanremese di Max Gazzè, il cui testo è inciso sulla scalinata dell’amore nei pressi di Porta Alta. Si narra dell’amore tra il giovane pescatore Pizzomunno e la bella Cristalda, distrutto dalla cieca gelosia delle sirene innamoratesi del giovane: le creature marine trasportarono Cristalda nei fondali marini con Pizzomunno disperato e pietrificato dal dolore.

Lungo la costa di Vieste si celano formazioni rocciose spettacolari come l’Arco di San Felice, grotte marine e alte falesie dalle quali si sporgono i caratteristici Trabucchi: si tratta di antichi strumenti da pesca composti da una piattaforma prospiciente il mare e da lunghi bracci che reggono reti da pesca a maglie strette. La maggior parte di questi Trabucchi sono stati in gran parte recuperati, diventando pittoreschi ristoranti dove gustare il pesce appena pescato. Il Trabucco più suggestivo è quello di Punta di San Francesco, l’antico quartiere medioevale di Vieste davanti al quale si trova l’Isolotto di Sant’Eufemia: qui, oltre a un Faro, sorge la Grotta di Venere Sosandra, all’interno della quale sono state rinvenute iscrizioni legate al culto di questa divinità del mare e altre di epoche successive.

Per raggiungere Vieste da nord basta percorrere la A14 fino all’uscita per Poggio Imperiale per poi proseguire attraverso la Litoranea P2 oppure la SS89. Da sud invece l’uscita da prendere dalla A14 è quella per Cerignola: da qui in poi si prosegue prima sulla SS159 fino a Manfredonia e poi, a scelta sulla Statale 89 o sulla strada costiera P2.