La festa della Candelora ha origini antichissime. Deriva dal rito cristiano della presentazione di Gesù al Tempio e dalla benedizione delle candele, simbolo di luce che vince l’oscurità dell’inverno. Tuttavia, in molte aree rurali pugliesi la ricorrenza si intreccia con tradizioni agricole precristiane legate al ritorno della luce e al ciclo delle stagioni.

Il 2 febbraio segna simbolicamente un punto di svolta: da qui in avanti le giornate si allungano e la natura inizia a risvegliarsi. Non a caso, molti detti popolari legati alla Candelora guardano proprio al meteo come indicatore della “longevità” dell’inverno.

Detti popolari pugliesi sulla Candelora

In Puglia, come nel resto dell’Italia meridionale, esistono numerosi proverbi e detti popolari legati alla Candelora. Queste espressioni spontanee nascono dall’osservazione della natura e dal desiderio di prevedere come si sarebbe evoluta la stagione fredda.

Alcuni dei detti più diffusi sono:

  • “Per la Candelora, se piove o se tira vento, siamo ancora in inverno per un bel tratto.”
    Questo proverbio riflette l’idea che le condizioni meteorologiche di inizio febbraio possano “preannunciare” l’andamento del resto dell’inverno.
  • “Candelora chiara, inverno non è ancora andato via.”
    Se il 2 febbraio il cielo è sereno e limpido, l’inverno potrebbe prolungarsi.
  • “Candelora con neve o gelo, vien Pasqua col sole a pelo.”
    Un detto che esprime ottimismo: se fa freddo forte a inizio febbraio, la primavera arriverà comunque radiosa per Pasqua.

Questi detti non hanno alcun valore scientifico, ma raccontano un passato in cui osservare il cielo e il clima significava capire come si sarebbe comportata la terra nei mesi successivi.

Usanze e folklore in Puglia

Oltre ai detti, la Candelora in Puglia è legata a usanze popolari che riflettono l’importanza della luce e della protezione domestica.

La benedizione delle candele

In molte comunità pugliesi, nella messa del 2 febbraio si portano in chiesa candele da benedire. Queste vengono poi conservate in casa come simbolo di protezione e guida. A volte vengono riaccese in momenti particolari dell’anno, come temporali o difficoltà.

 

 

I riti della luce

In pastorizia e agricoltura si racconta che le candele benedette della Candelora venissero portate nei campi o negli oviliper proteggere gli animali e garantire prosperità al raccolto. Anche se queste pratiche non sono più diffuse in forma rituale, sopravvivono nei racconti degli anziani.

La “sagra della Candelora”

In alcuni centri pugliesi, la ricorrenza è accompagnata da eventi popolari o piccoli mercati: bancarelle con prodotti tradizionali, cibi tipici invernali e momenti di aggregazione tra famiglie e amici

Il valore della Candelora oggi

Nel XXI secolo, la Candelora in Puglia resta una festa che unisce il senso della comunità e la memoria delle antiche stagioni contadine. Anche chi non pratica più i riti agricoli continua a ricordare i proverbi legati al tempo e all’inverno, mentre le celebrazioni religiose offrono un’occasione per ritrovarsi e condividere un momento di riflessione.

Questa ricorrenza è un esempio di come cultura religiosa e sapienza popolare si intreccino nel vissuto quotidiano, mantenendo vive tradizioni che raccontano il rapporto profondo tra uomo e natura.

La Candelora in Puglia è un’occasione, dunque, per guardare al ciclo della natura con occhi antichi, tra detti popolari, usanze locali e sentimenti di speranza. Dai classici proverbi sul meteo alla benedizione delle candele, questa festa ci consegna un patrimonio di storie e credenze che ancora oggi animano le piazze, le chiese e le case dei paesi pugliesi.

Se vuoi approfondire le radici di questa festa o ascoltare i detti della tua zona, osserva come la tradizione viene raccontata da chi la vive ancora è un modo autentico per capire il valore della Candelora nel folklore pugliese.