Attualmente Molfetta è uno dei porti pescherecci più attivi della Puglia settentrionale. Ma la ricerca delle sue origini è particolarmente difficile e si perde molto lontano nel tempo.

Di sicuro tutto il territorio circostante era abitato sin dalla preistoria. Ma è nel medioevo che la città, a quell’epoca divisa in 24 casali, cominciò la sua influenza. Diventò sede vescovile, ma soprattutto punto cruciale per le rotte navali nel Mar Adriatico.

Il porto, infatti, ha sempre avuto un ruolo fondamentale permettendo contatti con le Repubbliche Marinare di Amalfi e, soprattutto, Venezia, oltre alla Dalmazia (il primo accordo commerciale con Ragusa risale al 1148) e alle terre greche.
Molfetta, inoltre, era una delle tappe fondamentali per tutto il traffico mercantile da e per la Terra Santa, che si acuì nel periodo delle Crociate.

A tutti questi eventi storici si collega una crescita continua del borgo mai interrotta neanche dagli eventi storici che coinvolsero quella zona.

Che cosa vedere a Molfetta

Il borgo antico di Molfetta è caratterizzato da una pianta ellittica percorsa da un dedalo fitto di vie circondate da antiche costruzioni. Una testimonianza del periodo delle Crociate è data dalla Sala dei Templari che si trova vicino al palazzo di Città e al Palazzo Giovene.

Il Duomo Vecchio rappresenta l’anima di questa cittadina. È affacciato sulle banchine del porto ed è dedicato a San Corrado, protettore della città.

Il suo stile romanico non è cambiato nei secoli successivi alla sua costruzione (avvenuta tra il XII e il XIII secolo). Le influenze barocche si sono concentrate sulla Cattedrale che, dalla fine del XVIII secolo, ha assunto il titolo di Chiesa Madre cittadina. Ha una struttura a tre navate con la centrale sovrastata da tre cupole di diversa dimensione e quelle laterali. Esse hanno le volte a semibotte e sono cieche. Si rifanno a quelle della Basilica di San Nicola a Bari.

Il Duomo Vecchio, inoltre, è un caso unico in quanto ha due torri campanarie. Queste testimoniano le diverse fasi della sua costruzione. Tra queste: le aggiunte delle cappelle di Santa Caterina, San Michele, Santa Maria ad Nives e San Giuliano.

La Cattedrale e il Pulo di Molfetta

Oltre al Duomo Vecchio a Molfetta c’è la Cattedrale. Dalla fine del 1700 è la chiesa principale della città e per questo motivo il suo stile è un barocco originario e non influenzato da costruzioni precedenti. Particolari sono due cappelle (entrando la prima di sinistra e la seconda di destra) che seguono totalmente il classico barocco leccese.
La Cattedrale, con l’attiguo palazzo vescovile, è anche sede di un interessante Museo dell’Arte Sacra che conserva molto del materiale archeologico rinvenuto nel sito del Pulo di Molfetta.

Proprio questo, situato a circa 2 chilometri da Molfetta, è uno dei più importanti punti di tutta la Puglia centro-settentrionale. È una dolina (con una depressione causata dal cedimento del terreno calcareo sottostante per opera dell’acqua piovana) avente un diametro di circa 150 metri. Tuttavia, oltre all’ovvio aspetto naturalistico con la sua tipica vegetazione, il Pulo è ricco di molte cavità. Qui sono emersi dei reperti archeologici molto interessanti. Risalgono all’epoca neolitica e confermano l’antichità storica di questa particolare cittadina pugliese.