Tiggiano

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Sintesi

Tiggiano

è un piccolo centro situato a Sud di Lecce e dista dal capoluogo circa 55 Km.; ha un'economia imperniata sull'agricoltura e sull'allevamento. Ha causa di condizioni economiche molto scarse, è uno dei paesi più sensibili al fenomeno dell'emigrazione Tiggiano ha sicuramente origini romane, e perché sembra sia stata fondata da un centurione romano, e perché l'immagine di Giano che appare sull'arma civica evidenzia la professione di un antico culto latino. Il paese, inizialmente molto piccolo, si accrebbe, ma non più di tanto, quando vi si stabilirono gli scampati alla distruzione del Casale di Valiano che si trovava tra Tiggiano e la contrada Gonfalone. Durante il lungo periodo delle invasioni dei barbari, subì quasi certamente angherie, soprusi e distruzioni, perché nel 1532 si contavano, nel paese, non più di 50 fuochi (famiglie).

 

Storia di Tiggiano

L'origine di Tiggiano è da ricondurre al periodo della conquista romana del Salento, in seguito alla quale i territori furono ripartiti e assegnati ai centurioni romani. Successivamente accolse i superstiti del vicino casale di "Valiano", distrutto durante una incursione barbarica.
I primi riferimenti scritti risalgono a un documento cartaceo del 1270 in cui Tiggiano entra a far parte della Contea di Alessano e del Principato di Taranto. Con l'arrivo degli Angioini nell'Italia Meridionale, il re Roberto d'Angiò concesse il feudo di Tiggiano al nobile francese Rodolfo De Alneto, per il sostegno apportato all'esercito angioino. Nel 1309 passò sotto il controllo della nobile famiglia otrantina degli Arcella, che costruirono una propria dimora signorile stabile, edificando una corte fortificata con torri e mura merlate. Successivamente si succedettero gli Orsini Del Balzo, i Gonzaga, i Brayda, i Trane e i Gallone di Tricase, i quali, nella persona del barone Don Stefano Gallone, nel 1640 vendettero il feudo al medico e filosofo Angelo Serafini da Morciano. I Serafini, che nel 1740 si legarono attraverso un matrimonio alla famiglia Pieve-Sauli di Gallipoli, ottennero nel 1641 il titolo di barone e governarono sino al 1806, anno di eversione della feudalità. A questa famiglia si deve la costruzione, su antiche strutture difensive, dell'omonimo palazzo seicentesco dotato di un giardino all'italiana e di un bosco di lecci.

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